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PAGINA CORRENTE: CITTA' DI PRATO/LA STORIA DI PRATO

Da Francesco Datini alla città industriale più importante della Toscana

La storia di Prato

La pianura di Prato era in origine un’area paludosa e quindi la gente si stabilì ai margini di questa zona, precisamente sulla strada Cassia Clodia (una strada di transito tra Prato e Firenze).

La città di Prato si formò nel XI secolo con l’unificazione di Borgo al Cornio (attuale piazza Duomo) e il castello di Pratum dei Conti Alberti (gli Alberti erano una famiglia di origine longobarda che favorirono l’insediamento dei mercanti a Prato rendendola così una città commerciale).

Nel corso del XII secolo Prato diventò un Comune libero. Nonostante la costruzione di mura cittadine per la difesa Prato perse la sua libertà nel 1351 cadendo nelle mani dei fiorentini. Da questo momento la storia pratese è legata a quella di Firenze.

La città è caratterizzata da un’economia fiorente, soprattutto nel commercio dei prodotti tessili. Uno dei più importanti commercianti di Prato fu Francesco Datini, un commerciante pratese ricco e molto abile che inventò la cambiale e la partita doppia. Nel centro di Prato si trova il palazzo Datini che deve il suo nome a tale commerciante.

Nel 1512 a Prato si verificò un evento drammatico: la città venne saccheggiata dagli spagnoli che dimezzano letteralmente la popolazione (cosiddetto Sacco di Prato). La città riuscì a riprendersi solo sotto il governo dei Lorena, espandendosi nel settore tessile.

Nell'Ottocento Prato fu caratterizzata da fortissima industrializzazione e un'enorme crescita della popolazione; un altro incremento demografico ed economico fu registrato negli anni '60 e '70, con un raddoppio del numero dei residenti. Negli anni '90 iniziò l’ immigrazione cinese.

Ancora oggi Prato ha un ruolo importante nell’industria tessile mondiale: i tessuti pratesi vengono venduti alle più grandi case di moda italiane e straniere.

Ulteriori info trovi sul sito turistico della Provincia di Prato>>>